Fidas VicenzaNotizie per il Donatore

 

Con l’arrivo della stagione estiva e l’aumento delle temperature, torna a far parlare di sé il West Nile Virus (WNV), o Virus del Nilo Occidentale. Quando si legge di prevenzione e misure di monitoraggio, è naturale che tra i donatori sorga qualche dubbio: “Posso donare lo stesso?”, “Quali controlli vengono fatti sul mio sangue?”.

Vogliamo rassicurarvi fin da subito: il sistema trasfusionale italiano è una macchina ben oliata e all’avanguardia, strutturata per garantire la massima sicurezza sia per chi dona, sia per chi riceve.

Che cos’è il West Nile Virus?

Il West Nile è un virus diffuso prevalentemente attraverso la puntura di zanzare comuni (Culex). Nella maggior parte dei casi (circa l’80%), l’infezione non provoca alcun sintomo. Quando presenti, i sintomi sono generalmente lievi e simili a quelli di una normale influenza (febbre, mal di testa, dolori muscolari).

Tuttavia, poiché il virus può essere trasmesso anche tramite le trasfusioni di sangue, la rete trasfusionale nazionale attiva ogni anno protocolli di sorveglianza molto rigidi durante i mesi estivi ed autunnali.

La prevenzione in atto: Il ruolo del Centro Nazionale Sangue

Come evidenziato dalle direttive periodiche del Centro Nazionale Sangue (CNS) — l’organismo del Ministero della Salute che coordina il sistema trasfusionale italiano — la sorveglianza sul West Nile Virus è costante ed efficace.

Per garantire la continuità delle donazioni in totale sicurezza, il CNS e le autorità sanitarie adottano misure precise nei periodi a rischio:

  • Test NAT (Nucleic Acid Testing): Nelle province in cui viene riscontrata la circolazione del virus (sia nelle zanzare, sia negli animali o nell’uomo), ogni singola sacca di sangue donato viene sottoposta a un test molecolare per ricercare la presenza del virus. Se il test è negativo, la sacca è immediatamente utilizzabile.

  • Sospensione temporanea di 28 giorni: Per i donatori che hanno soggiornato (anche solo per una notte) in zone dove è stata segnalata la presenza del virus e dove non sia applicato il test NAT sistematico, è prevista una sospensione cautelativa dalla donazione per 28 giorni dal rientro.

Grazie a questi controlli accurati, non è necessario fermare le donazioni, che anzi rimangono fondamentali anche nei mesi estivi per garantire le terapie agli ospedali del nostro territorio.

Cosa deve fare il donatore?

Il tuo contributo come donatore FIDAS è fondamentale, così come la tua collaborazione:

  1. Informa il medico selezionatore: Durante il colloquio prima della donazione, riferisci sempre eventuali spostamenti o viaggi fatti di recente, anche di breve durata.

  2. Segnala eventuali sintomi: Se nei giorni successivi alla donazione dovessi avvertire febbre, dolori articolari o sintomi influenzali, avvisa subito il tuo Centro Trasfusionale di riferimento (post-donation information).

  3. Proteggiti dalle punture: Usa repellenti cutanei, indossa abiti chiari ed evita i ristagni d’acqua nei sottovasi a casa. Proteggere te stesso significa proteggere tutta la comunità.

In sintesi: Continuare a donare il sangue in estate è sicuro ed indispensabile. I controlli del Centro Nazionale Sangue e del nostro sistema sanitario regionale vegliano sulla salute di tutti.

Ti aspettiamo nei nostri centri di raccolta! Se hai dubbi sulla tua idoneità o su recenti spostamenti, non esitare a contattare la tua Sezione FIDAS Vicenza di riferimento prima di prenotare.

Altre info su https://www.centronazionalesangue.it/west-nile-virus-2026/


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